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Martin Freeman & Eddie Piller - Jazz on the corner - AcidJazz Rec. - 2CD / 2 LP

Acid Jazz Records compie 30 anni e per celebrare il suo anniversario ha pubblicato il 23 marzo una compilation davvero speciale. L’illustre etichetta indipendente londinese, nata nel 1987 grazie ai due disc jockey Gilles Peterson e Eddie Piller, fu la promotrice, durante la fine degli anni ’80 e per tutto il decennio dei ’90, di un nuovo stile di jazz: l’acid jazz. Funk, fusion, soul e addirittura l’elettronica, sono state le contaminazioni che hanno influenzato questa nuova corrente musicale. Jazz On The Corner è stata curata dallo stesso Eddie Piller e da un ospite di eccezione, Martin Freeman (Lo Hobbit, Sherlock), legati da una lunga collaborazione in alcuni programmi radio. L’attore non nasconde il suo amore verso questo genere ed afferma che: “il jazz è stato la base della mia dieta musicale fin dalla mia adolescenza, così ascoltare ed amare jazz non suonava strano per me, anche se penso che ci sia voluta un po’ di ricerca”. L’album cattura l’essenza e l’esperienza dei due fedeli sostenitori della scena britannica soul e jazz, che hanno raccolto in unica opera gli artisti che hanno influenzato la loro vita musicale. Dall’hard bop di Lee Morgan e Art Blakey, alle note più soul di Mose Allison, dal jazz funk di Leon Thomas al post moderno spiritual jazz di Kamasi Washington, sono solo alcuni dei compositori che troverete all’interno della compilation. Jazz On The Corner è un interessante strumento per chiunque voglia iniziare ad intraprendere un viaggio all’interno del mondo sincopato del jazz.

Scasso  10/04/2018


Trummor & Orgel - Indivisibility - Introspection Rec. - LP/CD digipack

Questo duo di Uppsala, città famosa per essere non solo la più grande dell'estremo nord svedese ma anche per avere al suo interno la facoltà di università più completa di scandinavia, ci delizia con il loro settimo album che, partendo dal primo datato 2006 e consequenziale agli altri, ci propone un suono liquido e freddo, una sonorità rarefatta degna del più cool delle situazioni lounge o easy listening in perfetta armonia con quello che potrebbe essere un paesaggio scandinavo metropolitano o di campagna. Trummor Och Orgel vuol dire batteria e organo, quindi il suono che sentirete sarà solo di questi due strumenti, ma amalgamati così bene che vi daranno la sensazione di ascoltare una musica completa in tutte le sue parti. I due fratelli Ljunggren hanno iniziato questo progetto memori di un altro 2 svedese più famoso che si esibiva nei 60's e che si chiamava Hansson & Carlsson, i quali hanno all'attivo due albums e due 45 giri e che a loro tempo fecero da spalla a bands come i Rolling Stones o Jimmy Hendrix quando suonarono in Svezia. Tornando all'ultimo lavoro del duo di Uppsala, si ha un album con nove canzoni totalmente strumentali che si ascoltano gradevolmente: sia durante un viaggio in automobile, che comodamente seduti in sala bevendo un buon vino e conversando con gli amici. Le atmosfere space age dell'hammond suonato da Anders vi trasporteranno verso un immaginario fatto di paesaggi bianchi alternati a case o alberi, insomma un'ottimo disco che consiglio a tutti e per chi è amante di questi suoni, ne consiglio anche la discografia completa.

Scasso  19/03/2018


Men Of North Country - This City - Acid jazz Rec. - LP/CD

Associare il Northern Soul alla città di Tel Aviv non è certo un meccanismo immediato ma a tutto c’è rimedio, deve aver pensato Yashiv Cohen mente e motore propulsivo dei MONC: "E’ vero che la nostra non è esattamente ciò che viene in mente quando si pensa alla musica israeliana, ma ho avuto il privilegio di crescere nel Kibbutz Kfar Blum, i cui fondatori provenivano principalmente dagli Stati Uniti e grazie a loro ho ascoltato musica americana e inglese fin da piccolo. La famiglia di mia madre emigrò da Brooklyn e crescere in casa mia era un po' come stare dentro a Radio Days di Woody Allen. Ben presto il Soul è diventata la mia musica preferita. Scavando più in profondità mi sono poi innamorato del Northern Soul, il movimento che è emerso dalla scena Mod nel nord dell'Inghilterra alla fine del 1960, da quel momento mi sono praticamente innamorato di tutto il genere Mod". E’ con questo background che il buon Yashiv nel 2008 comincia a farsi notare nei locali notturni della capitale israeliana (le cronache riferiscono di karaoke clandestini!) dove presto incontrerà gli altri componenti del futuro ensemble. Dagli Elettra, rock band molto popolare nei circuiti cittadini, recluta il chitarrista Nitzan Horesh, il batterista Boaz Wolf e il bassista Doron Farhi. Completa la line-up con il trombonista Ido Kretchmer e i fratelli Sizzling, Sefi alla tromba e Ongy al sax. E' il pezzo di Dylan Girl From The North Country a ispirarlo per il nome della band; Wilson Pickett, Gloria Jones e Booker T. sono invece tra i riferimenti per l’indirizzo musicale. Un’altra allegra brigata del Soul è nata e se The Commitments sono stati nell’immaginario cinematografico la band più nera di Dublino, i MONC vogliono diventare la Northern Soul band più tosta del medio oriente! La gavetta anche per loro è la solita: ore trascorse nelle cantine a ripassare i classici R’n’B e Soul dei ’60 e ’70 che poi ripropongono in decine di concerti, affinando la pratica strumentale e mettendo insieme un pugno di composizioni originali con le quali riescono ad attirare l’attenzione della Acid Jazz Records ed esordire nel 2010 con il 7’’ Man Of North Country / Debut. Due anni più tardi, sempre con l’etichetta londinese (negli anni diventata sinonimo di eleganza musicale con in catalogo artisti del livello di Brand New Heavies e James Taylor Quartet), arriverà il primo lavoro sulla lunga durata, The North. Nell’album oltre alla black, di cui abbiamo già detto, le atmosfere di band come Style Council e Dexy’s Midnight Runners, canzoni esuberanti dalla presa immediata, ottimi arrangiamenti e un approccio ultra vigoroso. Adesso, dopo quattro anni passati in tour per mezza Europa, arriva This City e i MONC colpiscono ancora. Il disco infatti parte benissimo, la voce calda di Cohen (somigliantissima a quella di Paul Weller) e il sound pastoso, illuminato dai fiati, fanno di Running un pezzo esemplare per introdurci alle prelibatezze musicali del sodalizio israeliano. Siamo nello stesso emporio frequentato da Weller, Talbot e Rowland agli inizi degli anni ‘80: memorabilia Soul e R’n’B, eleganza proletaria e inarrestabile voglia di ballare. Wendy Rene, tributo alla cantante di colore in forza alla Stax nei primi anni ’60 è, senza esitazioni, il brano più bello del lotto, un’autentica meraviglia dal refrain accattivante e la melodia lineare che non stanca mai, un piccolo classico istantaneo. Sono ancora gli ottoni e il sax che eccellono nelle solari e spumeggianti All In, Country Lost/Tobacco Road e Let’s Get Away e se, Country Boy è la perfetta colonna sonora per cocktail party e spy story alla Bond, 77 è il lento che si aspetta per ballare stretti stretti. Bella anche la versione di I’m Comun Home (In The Morn’un), capolavoro Northern Soul di Lou Pride. Chiude il disco la seducente ballata kinksiniana Permanent Vacation. This City è dunque un ottimo disco che trasmette una sensazione di libertà e gioia che è all’origine stessa di questa musica inebriante e inconfondibile. Che poi, a questo giro, provenga da Tel Aviv e non dai sobborghi di Liverpool, è solo un dettaglio.

Scasso  31/01/2018